
La storia della Parrocchia Cristo Risorto
La Parrocchia Cristo Risorto, situata nella parte nord del quartiere di Molino Nuovo, è la comunità parrocchiale più giovane della città di Lugano. La sua storia è strettamente legata allo sviluppo di questa parte della città, che nel corso del Novecento ha conosciuto una profonda trasformazione.
Da zona prevalentemente agricola, Molino Nuovo è diventato progressivamente un quartiere urbano, caratterizzato dalla costruzione di nuove abitazioni, scuole, strutture pubbliche e diversi servizi.
Con l’aumento della popolazione, la Basilica del Sacro Cuore non era più sufficiente per rispondere alle necessità pastorali di un territorio sempre più vasto. Nacque così il progetto di creare un nuovo centro parrocchiale nella zona nord di Lugano. Dopo diversi anni di preparazione, il 22 dicembre 1974 venne posata la prima pietra della nuova chiesa dedicata a Cristo Risorto. Poco più di un anno dopo, il 22 febbraio 1976, la chiesa venne consacrata e aperta al culto dal vescovo Giuseppe Martinoli.
Un ruolo fondamentale nella nascita della nuova comunità ebbe don Pietro Borelli, al quale venne affidata la cura pastorale della zona di Lugano Nord.
Già prima che la chiesa fosse terminata, celebrava l’Eucaristia in diversi luoghi del quartiere, visitava le famiglie, accompagnava i malati e si occupava della preparazione e della celebrazione dei sacramenti. In questo modo, insieme alla costruzione della chiesa, nasceva e cresceva anche la comunità cristiana.
Il progetto della nuova chiesa venne affidato al noto architetto ticinese Rino Tami. Nel concorso indetto nel 1971, il suo progetto, presentato con il motto Chiara, ottenne il primo premio e venne scelto per la realizzazione. Tami non concepì Cristo Risorto semplicemente come un edificio funzionale, ma come una vera chiesa, nella quale architettura e liturgia formassero un insieme coerente. Egli stesso definiva la chiesa un’“opera d’arte totale” e sottolineava che l’edificio sacro deve essere pensato in stretta relazione con la liturgia.
Questa idea è chiaramente visibile anche nell’organizzazione dello spazio interno. La particolare struttura della chiesa accompagna il fedele verso il centro della celebrazione, mentre la disposizione dell’assemblea attorno ai diversi luoghi liturgici vuole favorire una partecipazione attiva alla liturgia.
Fin dall’inizio, tuttavia, Cristo Risorto non è stata pensata soltanto come una chiesa da costruire, ma soprattutto come una comunità da formare.

Uno degli obiettivi principali era quello di favorire la conoscenza reciproca tra gli abitanti, creare relazioni umane, aiutarsi gli uni gli altri e costruire una comunità nella quale il centro parrocchiale potesse essere al servizio di tutto il quartiere, rendendolo sempre più simile a una famiglia.
Questa intuizione conserva ancora oggi tutta la sua attualità. La Parrocchia Cristo Risorto si trova infatti in un quartiere profondamente cambiato rispetto agli anni della sua fondazione. Oggi la comunità comprende circa 6.000 abitanti e conta sedici gruppi pastorali, ai quali si aggiungono numerose persone che partecipano alle diverse proposte formative e alla vita della parrocchia.
Al centro della vita parrocchiale rimangono l’Eucaristia, la celebrazione dei sacramenti, la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio. Accanto alla liturgia trovano spazio la catechesi dei bambini e dei ragazzi, la formazione degli adulti, gli incontri dei diversi gruppi, l’attenzione agli anziani e ai malati e numerose occasioni di incontro e di fraternità. In questo modo la parrocchia cerca di essere non soltanto un luogo dove si viene per partecipare alla Santa Messa, ma una vera casa aperta alla vita dell’intero quartiere.
Fin dall’inizio, una caratteristica importante di questa comunità è stata la corresponsabilità di tutti nella vita della parrocchia. Un ruolo particolare è svolto dai laici, il cui impegno trova le sue radici nella vita spirituale, nella preghiera e nei sacramenti. Allo stesso tempo, la parrocchia desidera prestare una particolare attenzione a coloro che hanno maggiormente bisogno di vicinanza e di aiuto: i malati, gli anziani, i bambini, i poveri, le persone sole e quanti si trovano in situazioni di difficoltà.
Dopo cinquant’anni, questa rimane una delle caratteristiche fondamentali di Cristo Risorto: essere una comunità viva, aperta e in cammino, capace di custodire la propria storia senza vivere soltanto del passato. Il quartiere continua a cambiare, arrivano nuove famiglie e nuove generazioni e cambiano anche le forme della partecipazione alla vita religiosa. Proprio per questo la parrocchia è chiamata continuamente a trovare nuovi modi per annunciare il Vangelo e creare relazioni tra le persone.
La storia di Cristo Risorto mostra che una parrocchia non nasce semplicemente quando vengono costruiti muri, un altare o un campanile. Nasce quando persone diverse cominciano a riconoscersi come una comunità, a pregare insieme, a condividere responsabilità e a prendersi cura le une delle altre. È questa l’eredità dei primi cinquant’anni e, nello stesso tempo, il compito affidato alla comunità per il futuro: continuare a costruire una parrocchia che abbia Cristo Risorto al centro e che sappia essere una casa accogliente per tutti.

